10 maggio 2008

18 aprile 2008 - Degustazione vini Villa Matilde


Che dire. Una serata davvero ben riuscita! Le premesse erano già ottime in virtù dei vini che avremmo presentato, ma il tutto è stato reso ancora più piacevole dalla graditissima partecipazione della Dott.ssa Maria Ida Avallone. Gli ospiti presenti in sala hanno apprezzato particolarmente la Sua professionalità, ma soprattutto la Sua affabilità nel contatto con le persone. Mi preme dunque condividere questo successo con coloro che hanno reso speciale questo evento, in particolar modo l'Azienda Villa Matilde nella persona appunto di Maria Ida; Gerardo e lo chef del Ristorante Pompeo Magno per la cortese collaborazione, e dulcis in fundo naturalmente lo "staff" de Alla Corte di Bacco!

Commento di Maria Ida Avallone :
Caro Alfonso,
certamente la serata organizzata nel "tuo regno" di Bacco lo scorso 18 aprile per degustare i vini di Villa Matilde è e resterà sempre tra i miei ricordi più belli. Tutto era semplicemente perfetto, dall'accoglienza cordiale e sincera agli ospiti simpatici e motivati, dalla presentazione elegante e curata della sala alla sapiente elaborazione delle pietanze a cura del ristorante Pompeo Magno. Complimenti dunque a te ed a tutti i tuoi collaboratori per la professionalità e la passione con le quali svolgete il vs. lavoro. Continuate così.

Parte l'avventura del progetto Enoround


Con gli affezionati visitatori del mio blog sono felice di condividere emozioni ed alcune immagini scattate in data 11 aprile c.a. nei locali de Alla Corte di Bacco in occasione della presentazione di un progetto tanto ambizioso quanto esclusivo per tutti gli appassionati e non del mondo del vino. Protagonista indiscussa della serata, tra chiacchiere e risate, è sicuramente stata Lei, l'Enomatic. Una macchina da mescita con ben 16 erogatori che permetterà agli aderenti all'iniziativa di degustare con un tour-over settimanale (si spera!!!!!) 16 vini diversi, con la possibilità di scegliere tra tre dosi preimpostate. Il funzionamento della macchina è molto semplice e richiede l'utilizzo di una card ricaricabile dalla quale saranno stornati di volta in volta gli importi relativi alla singola erogazione. Il mio intento è stato quello di dar vita ad un piccolo spazio riservato agli amici che avranno modo di passare qualche ora spensierata parlando di vino e magari ascoltando qualche brano suonato al piano (altra mia grande passione). Per chiunque di voi fosse incuriosito sarò ben lieto di farvi da Cicerone in questa nuova avventura!


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9 febbraio 2008

Verticale Giorgio primo 99-00-01-02-03-04


Una serata eccezionale in compagnia di Giampaolo Motta e Nicoletta Gargiulo, recentemente insignita del titolo di miglior sommelier d'Italia durante lo svolgimento del trofeo berlucchi.
Di seguito le impressioni di Giampaolo :

Caro Alfonso,

due righe per ringraziarti della splendida serata del giorno 8 febbraio 2008 organizzata in onore dei miei vini presso "Alla Corte di Bacco". Che dire, atmosfera cordiale e conviviale, gente simpaticissima e, per me, la sensazione impagabile di risentirsi a casa. Complimenti a tutto lo staff ed al mitico Giovanni Assante per la sua "leggerissima" pasta e fagioli, ma un ringraziamento speciale ad Alfonso per aver creato un' oasi di gusto e cultura enologica. È stato bellissimo vedere con che attenzione e cura sono stati trattati i miei "bambini" e la professionalità di Nicoletta Gargiulo ha aggiunto quel tocco femminile alla serata. Grazie ancora a tutti e spero di rivedervi presto in Toscana per una seconda edizione.

Giampaolo Motta

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13 giugno 2007

Festa della Gastronomia

Cibi raffinati, vini di qualità, nuovi e vecchi sapori per la gara culinaria degli chef più famosi d'Italia. A Vico Equense, in provincia di Napoli, l'annuale festa della tradizione gastronomica italiana ha avuto un enorme successo. Ovviamente non potevo perdermi un evento del genere. Sky ha pubblicato un servizio che voglio condividere con Voi. Non vi nascondo l'imbarazzo nello scoprire di essere stato ripreso....... :)

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22 maggio 2007

Alexandra Belson




Il 19 Aprile ultimo scorso, presso il "Circolo Canottieri Savoia" di Napoli, ho avuto l'onore di conoscere la Sig.ra Alexandra Belson - Tenuta dell'Ornellaia. Nell'occasione abbiamo degustato una verticale di Ornellaia (2001-2002-2003-2004). Con sommo piacere la Sig.ra Belson mi ha pregiato di una Sua visita in enoteca. Si è parlato del più e del meno ed ho potuto constatare la Sua grande passione e professionalità. Al termine della visita, ho avuto modo di "immortalare" quest'evento. La Sig.ra Belson mi ha gentilmente scritto due righe che voglio condividere con Voi :

"Alfonso, ricordo con moltissimo piacere il tempo trascorso recentemente nella tua bellissima enoteca. Mi ha colpito tantissimo la passione con cui fai il tuo lavoro, l'attenzione ai minimi dettagli, la tua grande simpatia, la dedizione alla tua clientela e la ricerca della qualità assoluta. In questo senso mi hai ricordato anche quello che è il nostro 'credo' alla Tenuta dell'Ornellaia! Fa proprio piacere vedere i ns. vini in bella vista in questo luogo incantevole! Ti ringrazio! Spero che tu non abbia dimenticato la tua promessa di prepararmi, alla prossima occasione, un piatto di pasta, fagioli e cozze, e ricordati che sei sempre il benvenuto nella nostra bellissima Tenuta quando i tuoi viaggi ti porteranno nella zona di Bolgheri.
Un abbraccio
Alex(andra) Belson
Sales & Marketing Director
Tenuta dell'Ornellaia Bolgheri Toscana"

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21 maggio 2007

Vitigno Italia 2007

Mi ero preparato a partecipare a questo evento con grande entusiasmo. E' stata un'occasione per salutare tutti gli amici, in particolare Santi Planeta (non poteva mancare l'assaggio dell'annata 2005 del pregevole Chardonnay), il Sig. Dellavalle, ed i fratelli (Aniello e Raffaele) Iovine, produttori storici del "Gragnano" (a mio modesto parere, se non il migliore, sicuramente il più tipicizzato della zona) e di un bianco - Penisola Sorrentina DOC - che, per il rapporto qualità/prezzo, è certamente meritevole di un assaggio. Ad esser sinceri mi aspettavo molto di più da una manifestazione che avrebbe dovuto celebrare "l'autenticità del Vitigno Autoctono Italiano", in quanto, in alcuni frangenti, quest'aspetto ha latitato. Ovviamente la giornata ha avuto anche le Sue note positive, soprattutto quando ho avuto il piacere di partecipare alla storica verticale del Vigna Camarato della Fattoria Villa Matilde (1992-1995-1998-1999-2000-2001-2003), alla presenza della Sig.ra Maria Ida e Salvatore Avallone, i due fratelli che, seguendo le orme paterne, hanno rivalutato il famoso "Falernum" tanto caro ai Romani. La degustazione ha vissuto il suo momento "clou" quando sono intervenuti - a guidare l'evento - il Dott. Cernilli ed il Dott. Riccado Cotarella, che con "somma maestria" ha saputo domare un vitigno storicamente spigoloso come l'aglianico. Tra i vini degustati, mi hanno impressionato particolarmente il Lagrein Linticlarus Riserva 2004 di Tiefenbrunner, il Nocio dei Boscarelli 2003 (nonostante i segni di un'annata particolarmente calda, ha rivelato una particolare morbidezza ed eleganza), il Sagrantino Collepiano 25 anni 2004 di Caprai, il Cenito 2004 di Maffini (il caro amico Luigi con cui abbiamo organizzato tempo fa una degustazione guidata dei Suoi prodotti nel mio locale), ed infine ho gradito una "barricata" di Picolit del Cavalier Dellavalle, che certamente non mancherà di avere una nutrita schiera di sostenitori. Spero che anche Voi abbiate partecipato all'evento e attendo le Vostre impressioni.

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1 aprile 2007

Wine Kit "fai da te"

Articolo tratto da Wine News

E l'acqua si fece vino: non è un nuovo "miracolo di Cana" ma il risultato di un "esperimento" messo in scena al Vinitaly da Coldiretti. L'associazione degli agricoltori ha infatti preparato, per la prima volta in Italia, un falso Chianti da un "wine kit" fai da te, con tutto l'occorrente per ottenere un miracolo promesso in soli in 28 giorni. L'iniziativa è del presidente della Coldiretti Sergio Marini che, dopo aver scritto agli esponenti della Commissione Europea e del Governo italiano interessati, ha voluto cosi denunciare con una dimostrazione pratica l'ultimo, nuovo e pericoloso inganno a danno dei più prestigiosi vini italiani. "Dopo la diffusione in Nordamerica - ha spiegato Marini - dove si sta registrando un vero boom con la moltiplicazione delle ditte produttrici e delle etichette "falsificate", i wine kit sono arrivati anche in Europa dove possono essere acquistati attraverso internet, ma anche in alcuni negozi - come la Coldiretti ha potuto verificare e dimostrare direttamente - in Inghilterra. Il tutto con una spesa compresa tra i 10 ai 16 euro (da 1,67 a 2,67 euro a bottiglia) per un kit da 6 bottiglie e da 20 a 124 euro per un kit da 30 bottiglie. Secondo le ditte produttrici, è possibile realizzare anche a casa un processo che porta alla produzione di vini come il Chianti, il Barolo, il Valpolicella, l'Amarone, il Frascati, il Verdicchio, il Gewurztraminer e molte altre specialità italiane, francesi ed europee per le quali sono fornite addirittura le etichette da applicare sulle bottiglie". Le istruzioni per l'uso contenute nei "wine kit", segnala Coldiretti, sono dettagliate e si chiudono con dei curiosi consigli per i "produttori". Secondo l'associazione oltre al "wine kit" per "taroccare i vini", è agevolmente reperibile in commercio anche l?attrezzatura di "cantina" che si compone di un recipiente di plastica (il contenuto è pari a sei bottiglie di vino) per la fermentazione, completo di tappo e tubo per imbottigliare il prodotto finito (5,3 euro), un idrometro per verificare lo stato della fermentazione in corso (10,3 euro), un termometro per misurare la temperatura dell'acqua (5,8 euro), un set di contenitori sifonati (6,2 euro), uno strumento di pulizia o di sterilizzazione (2,1 euro). L'espansione del fenomeno preoccupa, segnala Coldiretti, anche perché si è registrata una autentica moltiplicazione delle ditte produttrici ma soprattutto perché è crescente la presenza in commercio di "wine kit", che utilizzano impropriamente le denominazioni dei più prestigiosi vini italiani. Si tratta di una offerta che, secondo il presidente della Coldiretti, "danneggia l'immagine della produzione italiana ed europea conquistata nel tempo grazie agli sforzi fatti per la valorizzazione di un prodotto che esprime qualità, tradizione, cultura e territorio. Una situazione inaccettabile per l'Italia e l'Unione Europea che stanno conducendo una difficile battaglia per la difesa delle denominazioni dalla pirateria e dalle falsificazioni nell'ambito delle trattative sul commercio internazionale nel Wto. E' quindi necessario - ha detto ancora Sergio Marini - verificare la compatibilità di questa preoccupante escalation con la normativa italiana e comunitaria al fine adottare tutte le iniziative necessarie per fermare un fenomeno che rischia di danneggiare imprese e consumatori sul mercato globale". Per Marini "il vero grande vino italiano è quello che si fa dall'uva nel territorio e non quello fatto a partire dal mosto a cui va aggiunto acqua di rubinetto".


Io appoggio moralmente la campagna del Sig. Marini....il vero vino è quello del contadino, non quello prodotto artificialmente.

22 marzo 2007

Elena Walch : il vino in Alto Adige

L'altra settimana, con mia grande sorpresa, ho ricevuto una visita in enoteca, una visita di quelle che lasciano il segno.............alzo lo sguardo e mi ritrovo dinanzi la Sig.ra Elena Walch. Non posso trasmetterVi le emozioni provate nel dialogare direttamente con uno dei produttori più autorevoli dell'Alto Adige....

Dopo i convenevoli di rito, inevitabilmente, il discorso scivola, (con mio grande piacere) sui metodi di vinificazione utilizzati in azienda dalla Sig.ra Elena. E' un coinvolgimento totale. Sono quasi in estasi....(chi mi conosce sà che quando si parla di vino, il tempo è tiranno). Resto affascinato e, molto sommessamente, chiedo alla Sig.ra Elena di approfondire il discorso sull'ultimo nato di casa Walch...il Kermesse. Allego scatto dell'evento e Vi rimetto un saluto da parte della Sig.ra Elena :


"Carissimi amanti del vino,
è stata veramente una sorpresa per me, trovare a Gragnano un ambiente dedicato al vino così sofisticato ma al tempo stesso così familiare: "ALLA CORTE DI BACCO". Sarà la personalità dei fratelli Silvestri che con professionalità ma anche con grande entusiasmo dedicano una immensità del loro tempo al vino e riempiono di gioia il loro locale (oltre che a riempirlo di etichette importanti!!!!). Vale la pena vederlo, sarete entusiasti nel trovare oltre a vini big, anche preziose rarità. Sì, i miei vini ci sono e con simpatia presento insieme ad Alfonso, la mia ultima creazione: il KERMESSE 2003, uvaggio rosso delicatissimo ed elegante. Sarete Voi a giudicare e mi raccomando, io che ho visto questa enoteca, Ve la consiglio caldamente!
Elena Walch "


Se avete domande da porre alla Sig.ra Walch, postate un commento. Sarà mia premura fare da tramite......e se volete visitare la mia cantina non esitate a contattarmi.


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28 gennaio 2007

Frode sventata in Veneto

Mi ha particolarmente colpito e indignato al tempo stesso la notizia della scoperta da parte dal brillante Nucleo Antisofisticazione dei Carabinieri di una frode concernente la contraffazione di uno dei vini più richiesti e di moda all'estero, soprattutto nel mercato statunitense: il Pinot Grigio Igt del Veneto. Veniva venduto come tale ma in realtà era un comunissimo vino da tavola. Purtroppo il miraggio del guadagno facile e con poca fatica è sempre attuale. Purtroppo per noi amanti di bacco, e soprattutto per i viticoltori onesti, che lavorano duramente dalla mattina alla sera in vigna ed in cantina, ogni tanto vengono alla luce di queste "schifezze", passatemi il termine. Ritengo che tutto quanto riguarda le sofisticazioni o falsificazioni alimentari, di questo si tratta, dovrebbe essere perseguito penalmente con molti anni di galera. Temo invece che questo individuo se la caverà con una multa, e tra qualche mese continuerà nella sua opera nefanda. Speriamo di no......

11 giugno 2006

Proteste nel mondo del vino

La notizia che da ieri tiene banco fra i consumatori e gli amanti del vino, è la viva protesta di Giacomo Tachis, uno dei massimi enologi italiani. ?Il mondo produttivo - ha dichiarato Tachis - sta interpretando male l?uso del legno, che siano le barrique, o i trucioli. Il legno serve solo a passare un pizzico di acido gallico ai vini rossi per strutturarli meglio, e niente di più. Secondo l?enologia classica e seria chi impiega i trucioli commette un errore perché usandoli si fa una concia del vino. Allora tanto vale fare un?infusione di legno e aggiungerlo al vino per aromatizzarlo. L?uso dei trucioli non solo è una truffa ma anche un?interpretazione errata sul piano tecnico dell?enologia e dell?uso del legno?. Giacomo Tachis ha firmato la petizione di Legambiente e Città del Vino, che stanno organizzando grandi iniziative per richiamare l?attenzione sull?uso dei trucioli, una pratica enologica in uso nei nuovi Paesi produttori che l?Unione Europea potrebbe approvare nei prossimi mesi. Personalmente condivido pienamente il pensiero dell'illustre Sig. Tachis, e per sostenere la Coldiretti di Cuneo (che si concretizzarà anche con la raccolta di e-mail) ho inviato un messaggio al seguente indirizzo : solovino@coldiretticuneo.org ! (Vi invito a fare lo stesso se condividete la protesta.) Ovviamente, mi farebbe piacere discuterne con Voi.

25 marzo 2006

Le tue e le mie sensazioni


Ti ha particolarmente colpito un vino? Vuoi condividere le tue sensazioni degustative con la comunità di Alla corte di Bacco? Cosa aspetti allora !! Posta un commento.

24 marzo 2006

Azienda F.lli Tedeschi


La famiglia Tedeschi è giunta alla quinta generazione attiva in campo vitivinicolo in Valpolicella. Il capostipite fu, nel 1824, Nicolò Tedeschi, che stipulò il primo atto d'acquisto d'alcuni vigneti e fu, alla sua epoca, un autentico personaggio, di riconosciuta capacità e statura morale. Anche per tutti gli altri successori la vite ed il vino furono la loro vera ragione di vita ed un modo di tenere alto il buon nome ed il prestigio della famiglia. Lorenzo Tedeschi, ad esempio, simpaticamente soprannominato "damigiana" perché sempre indaffarato a trasportare con il carretto damigiane di vino, quindi Riccardo Tedeschi, considerato dagli abitanti di Pedemonte come un vero e proprio patriarca, e così lungimirante da decidere d'acquistare, già nel 1918, considerandoli come due cru d'elezione, i vigneti di Monte Fontana e di Monte Olmi. Il suo lavoro venne poi proseguito dai due figli Silvino e Renzo, il primo tutto dedito alla cura meticolosa della vigna, il secondo impegnato a portare avanti ed impersonare, insieme alla moglie Bruna, lo "stile Tedeschi", facendo conoscere l'azienda familiare in Italia e nel mondo. E ad introdurre, lui vignaiolo quanto mai rispettoso della migliore tradizione, attento a quel patrimonio d'antica esperienza e sapienza contadina rappresentato dalle lune che crescono e che calano e che vanno sempre rispettate all'epoca dell'imbottigliamento, dai segnali impercettibili lanciati ogni anno dalla vigna, quegli elementi innovativi e razionali, in grado di rendere ancora migliori i suoi vini. La più recente generazione dei Tedeschi è oggi rappresentata dai figli Antonietta, Sabrina e Riccardo, la prima responsabile delle vendite in Italia e nell'amministrazione, la seconda, tecnologo alimentare per anni ricercatrice all'Istituto di San Michele all'Adige, impegnata nella ricerca e nello sviluppo, mentre Riccardo, enologo, oltre ad occuparsi della produzione cura le vendite all'estero. Trascorsi 180 anni circa da quando Nicolò decise che la famiglia dovesse occuparsi di vino e di essere proprietaria di vigneti in Valpolicella, lo spirito dei Tedeschi non è cambiato: sono giustamente più che mai convinti che ogni vino debba essere non solo il più buono possibile, ma il più personale che sia consentito, e avere un proprio stile ed un carattere distintivo ben distinguibile, un vero e proprio "marchio Tedeschi". Per conseguire quest'obiettivo cercano in ogni fase, in vigneto ed in cantina, di assecondare al massimo la natura, senza pensare mai di potersi sostituire in qualche modo a lei e alle sue leggi. Nel recente mese di marzo ho avuto il piacere di conoscere personalmente la Sig.ra Antonietta, che mi ha trasferito sensazioni e profumi della Sua terra. Voglio condividere con Voi l'emozione provata nel leggere una E-mail inviata proprio da Antonietta al Suo rientro in Valpolicella :

"desidero ringraziarVi per la splendida ospitalità che mi avete riservato durante la mia visita a Gragnano: mi ha fatto molto piacere conoscerVi e poter vedere quanto è ben collocato il vino della mia famiglia. La professionalità è sempre frutto di tanto lavoro e di tanta dedizione al proprio lavoro: da Voi sicuramente non manca. Al piacere di poterVi rivedere in Valpolicella, dove sarete miei graditi ospiti, Vi saluto cordialmente."
Antonietta Tedeschi

21 marzo 2006

Tenores : un grande cannonau

Perché questo nome? Il Canto a Tenores in Sardegna è potente e irruente ma allo stesso tempo dolce ed armonioso: come questo vino appunto. È un?espressione di potenza ed eleganza di un territorio. E? il classico Cannonau di Sennori che non ha accettato compromessi. Va bevuto intorno ai 13/15° C, dopo averlo ossigenato. Interessante è seguirne l?evoluzione ossidativa. Ben accompagna tutti i tipi di selvaggina da pelo e da piuma. Da bere col cinghiale selvatico in bianco e con le zuppe ben asciutte o minestroni.
E Voi, cosa ne pensate?

Kratos : il fiano di Paestum

Il Kratos di Luigi Maffini. Il suo nome deriva dal greco e significa "Potere". Un'arroganza di immagine che graffiava il fiano più delicato, quel bianco soave di Maffini, allevato dolcemente dalle brezze. Viene da una terra arida di sole, spazzolata da venti di mare. San Marco di Castellabate. Sette ettari di vigneti a bassa quota. I fratelli del Kratos sono diversi e lontani, sulle colline dell'Irpinia, dove il fiano nasce tra i castagni e l'Ofanto. Nella sua levità è un gigante: lento e morbido nel bicchiere, 13 gradi, giallo oro stinto, profumi di erbe aromatiche e miele. Bel traguardo per il contadino tecnologico arrivato tardi alla prima bottiglia e presto al successo. Nel '97 Luigi Maffini, appena laureato, lanciava Cenito conquistando Livio Panebianco, e un pezzetto d'America. Il mercante italiano di New York ancora importa i vini di Maffini, l'agronomo dalle doppie passioni, ha lasciato l'elettronica per l'agraria, la vela per la terra, il mare per le viti di fiano (Kratos) ma anche di piedirosso e sangiovese che offrono l'altra nobilissima etichetta, quella del Kleos (dal greco, fama). L'influenza del giovane maestro Luigi Moio, ma anche le folgorazioni degli studi di Portici, infine la conoscenza della Borgogna che specializza i giovani enologi italiani come Houston i cardiologi: c'è tutto questo dietro Maffini, l'ormai emerso signore del fiano che predica lezioni di saggezza moderna: cura maniacale della vigna e rispetto dell'uva in cantina. I segreti del marinaio che gira il mondo con una bottiglia.

Dietro le quinte