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La Campania è una regione che vanta una tradizione enologica di origine antica e un territorio tra i primi centri di insediamento, di coltivazione, di studio della vite e del vino nel mondo. La diffusione della vite risale all'epoca pre-romana, ed i vini campani, per le favorevoli condizioni climatiche e la particolare natura dei suoli, divennero apprezzati e famosi nel mondo già nell'antichità. Dal porto di Pozzuoli, il Falerno, il Caleno, il Faustiniano, "i vini degli imperatori", vennero esportati in tutto il mondo. Raffinate, le tecniche di coltivazione, di vinificazione comprese quelle del consumo, che, assumeva la dimensione di un proprio culto. Dagli antichi vitigni discendono l'aglianico, il greco, il fiano, la coda di volpe, il per'e palummo, l'asprino, la biancolella, la forastera, e gli altri vitigni autoctoni coltivati nella regione. Un patrimonio ampelografico di livello una grande varietà di uve autoctone, che, poche altre regioni possono vantare, hanno dato vita ad una varietà di bianchi e di rossi. Diciannove i vini a denominazione di origine cui corrispondono 70 topologie. Le moderne tecniche di coltura e di vinificazione hanno, inoltre, contribuito a produrre vini altamente tipicizzati sotto il profilo organolettico e di alto livello qualitativo.
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